Una persona che voglia conoscere l’andamento di un’azienda, le sue prospettive di sviluppo, la sua storia, la sua organizzazione, arriva normalmente a formarsene un’idea attraverso la lettura dei bilanci sociali. Non tutti i soggetti interessati hanno comunque una capacità di lettura e di analisi di quanto è contenuto nei bilanci e devono spesso fidarsi delle dichiarazioni in essi contenute, delle opinioni al riguardo espresse da altri e di quanto dichiarato dalle società di certificazione. Per tutta una pluralità di soggetti, quindi, l’elemento fiducia acquista una valenza determinante per definire i propri elementi di valutazione. Ogni bilancio deve essere interpretato, con la conseguenza che la sua lettura può essere utile solo a condizione che i dati in esso contenuto siano attendibili, proprio perché spesso sfuggono ad una diretta percezione di chi, nel leggerli, voglia sentirsi indotto a interagire o meno con la società che i documenti contabili tendono a rappresentare.

Il rapporto tra etica ed impresa, è un tema importante che è stato riproposto con forza all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale dai ripetuti scandali che la sistematica falsificazione di bilanci di importanti società ha scosso gli Stati Uniti costringendo gli Usa a munirsi di nuove e più stringenti regole sulla certificazione dei bilanci estesi al livello internazionale.

In concreto si tende ormai generalmente a riconoscere l’esistenza in capo alle aziende di una loro responsabilità sociale e, di conseguenza, ad uno sforzo di questa di aderire in qualche modo alle norme collegate allo sviluppo sociale, alla tutela dell’ambiente e al rispetto dei diritti dei consumatori, per quanto riguarda i rapporti verso l’esterno, mentre al loro interno si propongono di creare nei rapporti con il proprio personale un clima di collaborazione sui luoghi di lavoro e di condivisione delle strategie sociali adottate dall’impresa. Anche al management è richiesto uno sforzo complessivo, per cercare di pilotare il cambiamento attraverso l’elaborazione di un indirizzo strategico capace di dare stabilità all’azienda, fissando prospettive di lungo periodo che tengano conto delle nuove sensibilità alle esigenze sociali. Governare il cambiamento è diventata una questione di vera e propria sopravvivenza per le imprese, nel momento in cui l’Unione Europea si sforza di identificare valori comuni, adottando una Carta dei diritti fondamentali, un numero sempre maggiore di imprese riconosce la propria responsabilità sociale acquisendola come una delle componenti della propria identità.

Essere socialmente responsabili significa, non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici applicabili, ma anche andare al di là, investendo di più nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le altre parti interessate. L’applicazione di norme sociali che superano gli obblighi giuridici fondamentali, ad esempio nel settore della formazione, delle condizioni di lavoro o dei rapporti tra la direzione e il personale, non può non avere anche un impatto diretto sulla produttività. D’altra parte, un’impresa che, attraverso le buone prassi, sia veramente socialmente responsabile, trarrà sicuri benefici dall’attitudine a risolvere positivamente problemi sociali, etici o ecologici; tale capacità verrà percepita all’esterno come una misura credibile della qualità della gestione aziendale.

Le imprese, interagendo con le realtà locali, acquistano consapevolezza delle

prospettive positive che un miglioramento delle prestazioni ambientali può far ricadere

su di loro. All’opposto, le imprese stesse possono anche essere all’origine di numerose

attività illecite e nocive per l'ambiente

 

In un contesto in cui tutti si comportano allo stesso modo, potrebbe non sussistere la necessità pratica ed economica di diversificarsi nei comportamenti; ma laddove inizia ad essere avvertito dall’opinione pubblica il bisogno di rassicurazione su comportamenti troppo disinvolti, che alla lunga si ritorceranno sulle future generazioni , ecco che un comportamento socialmente responsabile e realmente riconosciuto come tale, non potrà che affermarsi come un fattore di concorrenza e di competitività sui mercati.

Una delle preoccupazioni più strettamente connesse al concetto della responsabilità sociale delle imprese concerne i diritti dell’uomo, in particolare per quanto riguarda le operazioni internazionali e le catene di produzione condotte ormai a livello planetario.

Attraverso il Bilancio Sociale ci si propone di rilevare e rendere evidente il risultato sociale che l’impresa ha ottenuto rispetto ai propri obiettivi, questo costituisce uno degli aspetti centrali di gestione di un’impresa, anche sotto l’aspetto motivazionale che coinvolgerà dipendenti e collaboratori; sono questi ultimi, infatti, che per primi interagiscono e comunicano all’interno come all’esterno dell’ente e il sentirsi portatori di valori positivi e condivisi non potrà che essere per loro motivo di gratificazione e di stimolo. Il bilancio etico-sociale può diventare una risposta positiva alle istanze sentite dal mondo produttivo e dalla società civile.

Il bilancio etico-sociale deve prima di tutto sostanziarsi sul piano metodologico: se, infatti, le grandi imprese hanno le risorse per investire in ricerche e consulenze, in modo da poter raggiungere in tempi brevi e con livelli di qualità elevati l’obiettivo di redigere un bilancio etico, altrettanto non può dirsi delle imprese di minore dimensione, che potranno muoversi nella direzione dell’applicazione del bilancio etico alla loro realtà solo a valle della messa a punto di uno schema di bilancio etico sufficientemente assestato e riconosciuto. Non dimentichiamo come il bilancio etico possa costituire un forte elemento di proposizione positiva dell’immagine aziendale; proprio per questo, è necessario individuare strumenti che, in analogia a quanto avviene per il bilancio tradizionale, ne consentano una lettura ed un confronto il più possibile oggettivo, a tutela della collettività intera, ma soprattutto delle imprese che intendono effettuare un bilancio etico serio.

PROGETTAZIONE CODICE E BILANCIO ETICO